Torino è la mia città: uno sguardo all’architettura neoclassica

Sono passati alcuni mesi dal mio ultimo articolo e molte cose sono successe! Da buon sagittario non riesco a stare ferma con le mani in mano così ho deciso di traslocare in un nuovo appartamento a Torino. Quindi perchè non tornare a scrivere proprio su questo!

Torino, città Sabauda, la maggior parte delle persone che la visitano per la prima volta rimangono sorpresi di quanto sia bella ed elegante, spesso mi sono sentita dire da amici forestieri “non mi aspettavo una città così bella”…eh si, è proprio meravigliosa!

Ho scritto qualche mese fa 24Ore a Torino articolo dedicato appunto alla città e a cosa si può visitare in una giornata, se non lo avete ancora letto potete farlo cliccando sul link!

Il palazzo in cui ho scelto di vivere è risalente all’inizio dell’800, come molti dei Palazzi del Centro storico torinese. Dobbiamo pensare che agli inizi del secolo Torino diviene la Prima Capitale d’Italia assumendo nuove funzioni: diventa centro amministrativo e di servizi, polo commerciale e cuore dei cambiamenti che porteranno a moti, riforme e unità del Paese. Un rinnovamento che si manifesta con evidenza negli ampliamenti urbani e nelle nuove architetture, pubbliche e private.

Questo il contesto storico in cui ci si trovava negli anni di costruzione di diversi quartieri torinesi.  I mutamenti urbanistici traggono origine dalla demolizione della cinta muraria e dei bastioni, e nella creazione di grandi viali alberati e di ampie piazze, nuovo teatro dei commerci e della vita pubblica. Piazza Vittorio Emanuele I (poi Vittorio Veneto, realizzata tra il 1825 e il 1830), viale del Re, Borgo Nuovo, Borgo Vanchiglia e, nel tempo, gli isolati più eccentrici, assumono un aspetto che sottolinea il nuovo ruolo della capitale del regno.

Uno stile “neoclassico”, quindi, simbolo di ordine e rigore, ma anche di maestosità e “bellezza” che si traduce in archi, colonnati, lesene su fronti architettonici alti e uniformi: edifici pubblici (il Regio Manicomio, 1828-1837, e il primo nucleo del cimitero monumentale, 1828) e privati, ma anche religiosi (Tempio della Gran Madre di Dio, 1818-1831, vero simbolo del Neoclassicismo a Torino). Protagonista della fase tardo-neoclassica a Torino e anello di congiunzione con l’architettura dell’Eclettismo è Alessandro Antonelli (1798-1888), che opera principalmente in Borgo Nuovo e in Vanchiglia, legando il proprio nome, soprattutto, alla realizzazione della propria abitazione (1846-1850), della casa Scaccabarozzi (la “fetta di polenta”, 1840-1881), e della Mole (1862-1888).

Nel palazzo in cui vivo si possono trovare i tipici materiali dell’epoca come ferro, cemento armato, vetro.. una volta entrati all’interno dell’appartamento si possono trovare ancora in due stanze i pavimenti d’epoca sapientemente restaurati attraverso un ottimo recupero e fusione con i nuovi materiali scelti per il resto della casa.

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…. Se siete curiosi di vedere la ristrutturazione e l’arredo del nuovo appartamento non perdetevi il prossimo articolo!


 

 

Pubblicato da

Interior designer - Art consultant Event & Marketing manager

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