Calore e stile in una villa di famiglia a Firenze

Questa è la storia di una famiglia, della casa di famiglia in cui i “Pallavicino” sono cresciuti e ci sono ritornati a distanza di anni passati lontano dalla terra natia.

Fin da quando era un bambino, Carlo Pallavicino fantasticava di vivere in una fattoria toscana con i suoi nonni. Quando ha ereditato la tenuta dai suoi nonni alle porte di Firenze, ha parlato con la sorella, designer, per dare nuova vita a quel luogo che aveva goduto e sognato fin dall’infanzia. La villa, costruita circa nel XVIII secolo, si trova a 300 metri sul livello del mare, e la sua torre (una vecchia piccionaia trasformata in un salone alto) offre una vista mozzafiato vicino campo verde di Firenze.

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Il nonno di Pallavicino produceva l’olio d’oliva dai suoi ulivi, ha coltivato uve Sangiovese per fare il vino e cresciuto polli in modo che la sua famiglia avesse sempre uova fresche. Intorno al giardino, circondato da lecci, c’è una foresta di cipressi e pini. Pallavicino trascorse le estati lì con le sue due sorelle maggiori, e la tenuta di 13 ettari è rimasto un enorme parco giochi per lui anche dopo essere andato al college allontanandosi da Firenze per anni.

La fortuna, come si dice, aiuta gli audaci ed infatti dopo tanti anni Pallavicino può tornare nella sua amata Tenuta di famiglia.

“La torre era il luogo più fantastico”, ricorda. “Ho immaginato che avrei potuto lavorare lì con un telefono e un computer, in un posto meraviglioso.”

Sua madre, Mariella, infine, ha ereditato la proprietà, chiamata Villa Tavernaccia, o “taverna duro” – in una vita precedente, fungeva da “pit stop” per i banditi – ma ha preferito la vita in città. Così nel 2014 Pallavicino, ora uno degli agenti di maggior successo dello sport in Italia, rappresentante di calciatori professionisti in tutto il mondo, alla fine acquistò la casa dei suoi sogni e vi si è trasferito con la moglie, Valentina, e quando sono a casa, i suoi due figli, Assia, 22, ed Emilio, 19.

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Gli interni erano e sono rimasti sempre molto caldi ed accoglienti, pieni di mobili d’epoca neoclassica del periodo napoleonico, acquistati dalla nonna nella città rinascimentale di Lucca e poi rinnovati dalla madre in maniera impeccabile ed elegante. I bagni e la cucina necessitavano invece di un rinnovo generale. Chi meglio, quindi, della sorella di Pallavicino poteva infondere nuova energia a questi ambienti.

“La nostra nonna restaurò la casa quando fu acquistata negli anni ’60”, dice la designer d’interni. “E ‘stato molto confortevole e non ha voluto cambiare molto. Noi siamo partiti da quello che avevamo già, per poi lavorarci su e rendere tutto l’ambiente con uno stile più teatrale.”

La designer sorella di Pallavicino ha studiato diversi anni come storica dell’arte e ha lavorato in gallerie a Milano prima di occuparsi di progettazione d’interni. Ha un talento per gli interni storici pieni di calore. Negli ultimi 20 anni si è creata una carriera rinnovando antiche ville. Il suo più grande progetto finora è il ripristino di un villaggio del ‘900 in una mecca culturale chiamato Monteverdi Toscana. Il suo primo compito a Villa Tavernaccia, una volta che i lavori di ristrutturazione sono stati completati, è stato quello di colorare di grigio chiaro le pareti di calcare fuso , arricchendo con cornici le finestre e le porte, tutti con la stessa pietra locale, pietra serena, ampiamente usata in chiese e palazzi di Firenze.

Per creare un contrasto, la Miani (designer) ha introdotto strisce dipinte a mano in molte camere: larghi e stretti, verticali e orizzontali, e in un arcobaleno di colori, sedano verde acido, arancio, albicocca e cachi.

“Le linee sono semplici, come farebbe un bambino, hanno ritmo,” dice. “Non volevamo sembrare troppo seriosi, i colori cambiano il vostro umore, facendovi sentire come se foste in vacanza.”

Per arredare le camere, la progettista ha approfittato del grande tesoro di antichità che avevano i loro nonni. Insieme, i pezzi non potrebbe essere più tradizionali. Ma gli elementi sono stati ridotti all’essenziale: la sala, per esempio, ha solo una console affiancata da un paio di panche i cui sedili sono rivestiti in un marrone rosa per abbinare i pavimenti in cotto.

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Sono state raccolte le opere d’arte delle loro famiglie per tematica e suddivise nelle varie stanze,  in una di queste ad esempio, hanno appeso 49 stampe antiche come fossero una grande installazione “un Grand Tour d’Italia”, “Non c’è niente di veramente nuovo, ma il modo in cui sono state messe insieme è molto personale.” dice la designer.

Dopo 50 anni, i giardini della villa necessitavano di una certa attenzione. Alberi e arbusti sono stati potati per ricreare un elegante teatro all’aperto, è stata aggiunta una sala da pranzo all’aperto per approfittare di nuovi punti di vista sui 35 ettari di ulivi che sono ancora impegnati nella produzione di un olio pluripremiato. Valentina supervisiona il giardino dove profumate rose inglesi crescono insieme alla verdura e frutta con la quale sfama la famiglia intera, senza mai andare a comprare i prodotti.

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Stanno sviluppando una linea di saponi e cosmetici (chiamati naturalmente Tavernaccia) ed un profumo, con l’aiuto di un profumiere fiorentino. Come i suoi nonni prima di lui, Carlo Pallavicino torna a mangiare uova fresche dalle loro galline, nella splendida cornice della villa fiorentina.

 


Heat and style in a family villa in Florence

This is the story of a family, of the family home where the “Pallavicino” have grown up and have come back a long time away from the homeland.

Ever since he was a child, Carlo Pallavicino dreamed of living on a Tuscan farm with his grandparents. When he inherited the estate from his grandparents at the gates of Florence, he talked with his sister, designer, to give life to the place he had enjoyed and dreamed of since his childhood. The villa, built around the 18th century, is 300 meters above sea level, and its tower (an old piccionaia transformed into a tall salon) offers breathtaking views of the green field of Florence.

Pallavicino’s grandfather produced olive oil from his olive trees, cultivated Sangiovese grapes to make wine and raised chickens so that his family always had fresh eggs. Around the garden, surrounded by holm oaks, there is a forest of cypresses and pines. Pallavicino spent summers there with his two older sisters, and the 13 hectare estate had a huge playground for him even after he went to college leaving Florence for years.

Fortunately, as it is said, it helps the bold and in fact after many years Pallavicino can return to his beloved family estate.

“The tower was the most fantastic place,” he remembers. “I figured I could work there with a phone and a computer, in a wonderful place.”

His mother, Mariella, finally inherited the property, called Villa Tavernaccia, or “hard tavern” – in a previous life, it served as a “pit stop” for bandits – but she preferred life in the city. So in 2014 Pallavicino, now one of the most successful sports agents in Italy, representing professional football players all over the world, finally bought the house of his dreams and moved with his wife, Valentina, and when I’m at home , His two sons, Hesse, 22, and Emilio, 19.

The interiors were and always were very warm and welcoming, full of Neoclassical period furniture of the Napoleonic period, bought by the grandmother in the Renaissance city of Lucca and then renewed by the mother in an impeccable and elegant way. The bathrooms and the kitchen needed instead a general renovation. So whoever the best of Pallavicino’s sister could bring new energy into these environments.

“Our grandmother restored the house when she was bought in the 1960s,” says the interior designer. “It was very comfortable and did not want to change a lot. We left from what we already had, and then worked on it and made the whole environment a more theatrical style.”

Pallavicino’s sister designer studied several years as an art historian and worked in galleries in Milan before embarking on interior design. He has a talent for historic interior full of heat. Over the last 20 years, a career has been created by renovating ancient villas. His biggest project so far is the restoration of a 900’s village in a cultural mecca called Monteverdi Toscana. His first task at Villa Tavernaccia, once the renovation work was completed, was to lighten the molten limestone walls, enriching windows and doors with frames, all with the same local stone, stone Serene, widely used in churches and palaces in Florence.

To create a contrast, Miani (designer) has introduced hand-painted stripes in many rooms: wide and narrow, vertical and horizontal, and in a rainbow of colors, green celery, orange, apricot and persimmon celery.

“The lines are simple, as would a baby, they have rhythm,” he says. “We did not want to look too serious, colors change your mood, making you feel like you’re on vacation.”

To decorate the rooms, the designer took advantage of the great treasure of antiquities that their grandparents had. Together, the pieces could not be more traditional. But elements have been reduced to the essentials: the room, for example, has only a console alongside a pair of benches whose seats are lined in a pink brown to match terracotta floors.

The art works of their families have been collected by theme and divided into the various rooms, one of which hung for example 49 old prints as if they were a large installation “a Grand Tour of Italy”, “There is no Nothing really new, but the way they are put together is very personal. ” Says the designer.

After 50 years, the gardens of the villa needed some attention. Trees and shrubs were bred to recreate an elegant outdoor theater, an outdoor dining room was added to take advantage of new views on the 35 acres of olive trees that are still engaged in the production of an award-winning oil. Valentina supervises the garden where fragrant English roses grow together with vegetables and fruit with which the whole family sprouts, without ever going to buy the products.

They are developing a line of soaps and cosmetics (naturally called Tavernaccia) and a scent, with the help of a Florentine perfumer. Like his grandparents before him, Carlo Pallavicino returns to eating fresh eggs from their hens, in the splendid setting of the Florentine villa.

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Photo courtesy by Elle Decor Espana 

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